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Interviste

Intervista ai REDSKA

Intervista ai REDSKA - Radio Alternative Website

Radio Alternative intervista
Ale "Il Duca"  cantante e fondatore dei RedSka









E così sono passati oltre dieci anni e ci ritroviamo i RedSka con tre album  (e due nuove edizioni del primo disco), uno split e migliaia di chilometri macinati per l’Europa. Ne vogliamo parlare?

Si, sembra impossibile ma sono “già” passati 10 anni, da quando eravamo tutti giovanissimi, con tanta voglia di “fare” in quel garage…
Oggi, siamo cresciuti assieme a tutti i problemi della società in cui viviamo, anche perchè siamo adulti,  c’è chi ha anche un figlio...
Ma ciò che ancora mantiene “giovani” i RedSka è la musica, i tanti concerti, i tanti chilometri macinati in tutta Europa. Tutto questo è servito a comprendere molte cose, a far maturare la band, sia a livello musicale che psicologico e personale.
Abbiamo sfornato tre album in undici anni, ma l’ultimo lavoro “LA RIVOLTA” è quello che sicuramente ci rappresenta di più. E’ il risultato di tutte ciò che abbiamo vissuto con il cuore e con tenacia in questi anni.

“LA RIVOLTA” è il vostro nuovo album. Abbiamo avuto modo di ascoltarlo in anteprima ma vogliamo descrivere insieme con 3 aggettivi il vostro nuovo lavoro ai visitatori del nostro sito?

Potente. Reale. Impegnato.
 
“LA RIVOLTA” è anche title-track dell’album. Prende spunto dai fatti di Brescia della famosa gru, ma in fondo è un vero proprio inno dedicato a tutte le rivolte o meglio alle rivoluzioni, che poi sono l’obiettivo delle rivolte.

Il primo singolo si chiama appunto “La Rivolta”, la cui anteprima su You Tube sta andando davvero bene a livello di ascolti/visualizzazioni, contando che siamo un gruppo indipendente, antifascista ed esclusivamente impegnato sul sociale: siamo gli “anti-hit radio”!
La rivolta prende spunto dalle vicende dei ragazzi saliti sulla gru a Brescia per far valere i loro diritti, in quanto sfruttati da leggi italiane che umiliano ancora nel 2012 i diritti umani, con, ad esempio, i “falsi” permessi di soggiorno ma anche con lo stesso sfruttamento sul lavoro.
E comunque “La Rivolta” è un grido, un allarme per tutta la classe politica, un urlo che viene dal basso dai lavoratori precari, dai migranti, dagli studenti, dai centri sociali che ogni giorno si sentono presi per il culo e sfruttati da un sistema malato e capitalista. Ecco “La Rivolta”!

Entrando un po’ più nello specifico dei contenuti musicali, non si può proprio dire che siete un gruppo ska-punk “classico”: troviamo tantissime contaminazioni, molte suggestioni…

Non siamo mai stati un gruppo ska-punk “classico” perchè ogni componente dei RedSka ha radici musicali completamente diverse. Questo, probabilmente, è il segreto del nostro “genere” che comunque appartiene alla linea musicale ska e punk ma che ha anche forti influenze reggae, dub, hardcore, 2/tone, rocksteady, raggamuffin…
Sono tutti generi (e questa è una cosa importantissima) che noi amiamo e ben conosciamo; per questo possiamo tranquillamente dire che la gente ai nostri concerti non si annoia, anzi…provare per credere!

I testi del disco (oltre che la copertina) non lasciano spazi ad ambiguità o ad equivoci: antifascismo, antirazzismo sono solo delle due componenti, ma c’è molto di più ne “La Rivolta”.

Sappiamo bene da che parte stare: prendiamo sul serio il nostro essere antifascisti, antirazzisti e contro il sistema del capitalismo.
Possiamo dire con tutto il cuore che è bello stare con la tua gente, quella che ti supporta ai concerti, quella che non ti dimentica, quella che quando c’è ti fa sentire sicuro. E’ gente che, come noi, ha voglia che le cose cambino e si sbatte senza aspettare che sia qualcun altro a farlo per loro.
Noi, nel nostro piccolo, oltre a farlo nel quotidiano, proviamo a cambiare o a stimolare un cambiamento con la nostra musica, nei live e nei cd. Già nel primo disco (“MSSNC”) c’era un’impronta ribelle, una traccia di quello che sarebbero diventati i RedSka oggi. E “La Rivolta” è il risultato ottenuto in questi 11 anni.
 
14 tracce e 4 collaborazioni con THE OFFENDERS, ARPIONI, NO RELAX e RUDE (cantante de LA MAQUINA). Come sono nate?

Prima di tutto, posso dire che si tratta di gente “vera”,  gente che non ha bisogno di stare nelle prime pagine dei giornali di musica per essere importanti (anche se comunque capita e ne hanno tutto il diritto).
Non è insolito vedere collaborazioni nei nostri dischi: l’abbiamo già fatto nei primi due, ma con questi artisti è stato veramente tutto azzeccato.
Con gli Offenders, oltre ad avere un bellissimo rapporto di amicizia, siamo stati anche compagni di uno splendido split-album/tour con “Rude League” in Germania, che ha avuto un riscontro e successo incredibile…come non avremmo potuto fare collaborare Valerio in Hooligan RudeBoys?|??
Mentre, per quanto riguarda gli Arpioni, No Relax e Rude, loro sono amici conosciuti in qualche modo tra concerti e varie situazioni e con i quali abbiamo comunque instaurato un legame, anche dovuto ai nostri ascolti.
Alla fine, basta ascoltare le canzoni in cui hanno cantato e viene spontaneo dire che erano proprio perfette per una loro partecipazione.

Da tempo ormai avete varcato le Alpi suonando in gran parte dell’Europa, tanto da giustificare anche l’uscita di tutti i vostri dischi non solo in Italia, ma anche in Germania e Spagna. Com’è vivere l’esperienza europea, sia dal punto live che dal punto di vista discografico?

Varcare le Alpi per andare a suonare in gran parte dell’Europa non è assolutamente facile: devi prima di tutto essere “credibile”, essere “vero”, sposare il concetto del “farsi il culo ma ne vale la pena”, concetto che in Italia non esiste... anzi in Italia più ti fai il culo e più te ne devi fare! Quasi a dire che non si è (quasi) mai profeti in patria.
Dal punto di vista live, è tutto straordinario: la gente segue i concerti, segue la band, fin dall’apertura delle porte, dalla prima all’ultima nota. Che sia un concerto infrasettimanale o nel week end c’è sempre una grande possibilità di fare il sold-out. C’è una fame di concerti, una curiosità musicale incredibile.
Inutile dire che il tutto è rapportato anche alle vendite dei cd; infatti i RedSka vendono più all’estero che in Italia.
Però, non vogliamo fare i “brontoloni” e lamentarci sempre dell’Italia: a noi piace tantissimo suonare nello stivale. Anzi, per quanto sia decadente la cultura musicale nel nostro paese in questo momento, siamo felici di essere supportati da gente che fa della musica e del suo impegno sociale uno stile di vita e organizza concerti.
I centri sociali, i rock club, le manifestazioni antifasciste, le radio alternative, i compagni e le compagne: tutta gente che noi amiamo. Se in Italia o all’estero ci siamo ancora è grazie a loro.

Ormai sono passati anche i tempi in cui si faceva tutto da soli. Immaginiamo che la gente che lavori attorno al progetto RedSka sia parecchia e creda molto nella band.

E’ importante chi lavora dietro al progetto RedSka e anche se non compare sul palco, ha un ruolo fondamentale: One Step Records, Make a Dream, Mad Butcher, RedStar73, Mutti’s Booking, Venus!
Senza di loro non si suonerebbe così tanto, senza di loro la nostra musica non arriverebbe a tutti. Loro credono in noi e noi crediamo in loro.
E non dobbiamo dimenticarci di realtà come Radio Alternative, Maninalto!, Atomic Studio, Yastaradio.com, Music Club, Know Your Rights e molte altre che ci supportano continuamente…
 
Come sono i rapporti con gli artisti della scena italiana?

Pensiamo di avere un buon rapporto con gli artisti della scena, ma questa risposta susciterà sicuramente qualche polemica perché ci piace dire la verità ed essere sinceri con la nostra gente.
Infatti, nutriamo grande rispetto per tutti gli artisti che in un modo o nell’altro stanno facendo o hanno fatto il nostro percorso musicale “dalla cantina al palco”.
Band che continuano imperterrite a portare avanti i loro ideali, le loro lotte, con grandi sacrifici per poter calcare qualche palco importante, senza scendere a compromessi, senza vendersi e senza aver paura di mostrarsi per come sono. Proviamo un profondo rispetto per queste band e/o musicisti,  perché come noi sanno cosa vuol dire farsi sentire in un paese dove l’ignoranza musicale ricade sempre nei soliti rintocchi commerciali! La solita merda di musica che dice sempre le stesse cose, che parla solo di “ammmore” e di banalità!
Mentre ci sono gruppi che, dopo essere letteralmente spariti per coltivare progetti solisti, sono stati quasi costretti a tornare sulla vecchia strada per poter tornare a suonare con tanta gente davanti, su palchi importanti e iniziare a ricontare qualche soldo. Il problema è che non siamo tanto sicuri che essi si riconoscano ancora nel genere originario o in queste situazioni…ecco, per questi artisti di rispetto ne abbiamo meno, perché non capiamo le vere motivazioni di queste operazioni che puzzano un po’ troppo di operazione commerciale.
Del resto non si può sempre vivere sulle glorie del passato.
Detto questo a noi piace pensare che chi non è “vero”, nell’ambito della nostra scena, prima o poi venga “beccato” da chi, con orecchio intelligente e critico, è in grado di capire se quello che ascolta “è vero”, se chi lo sta suonando lo sta facendo con il cuore o per soldi o per moda. Purtroppo di questi gruppi ce ne sono una marea, ma bisogna lasciare maturare il frutto perchè diventi marcio e qualcuno si accorga di quanto puzza...

Grazie per la chiacchierata, volete indicarci dove è possibile trovare il vostro nuovo album “LA RIVOLTA”?

Intanto grazie a voi per il prezioso supporto.
LA RIVOLTA è già disponibile in formato digitale su iTunes ed altri store digitali. In Italia arriverà in supporto fisico il 15 febbraio nei migliori negozi di dischi (oltre che durante i nostri concerti), mentre in Germania e Spagna è già disponibile e ordinabile anche dall’Italia.
Ci si vede sopra o sotto un palco!


 
 

Intervista a IL“BORZ”

Intervista a IL“BORZ” - Radio Alternative Website

Intervista a iL“BORZ”
Volto truccato da joker!...electro pop,Influenze anni 80 & radici punk…


Borz (Andrea Borghi) è un musicista 33enne della provincia di Modena,in passato ha suonato con una punk band storica modenese per 10 anni, poi nel 2011 la scelta di proporsi come solista e cambiare genere!
Truccato da joker Il 23 Gennaio 2012 esce per Miraloop records il primo singolo di Borz “ electro clown”.
Energico diretto e ballabile!
Una scarica power pop elettronica!
Si sentono influenze anni 80 accompagnate da una chitarra graffiante che ricorda tanto il buon vecchio punk!
Ma i suoni innovativi e  attuali!!...da guardare il videoclip ufficiale! Originale ,brillante!



CIAO BORZ
ciao!

LA PRIMA DOMANDA VIENE DA SE’!!!!! COME MAI LA SCELTA DI TRUCCARSI LA FACCIA DA JOKER?

Sono sempre stato attratto dal trucco!!...il primo trauma  fù da piccolino , credo 6 o 7 anni!
Entrai in camera di mia cugina  e davanti ai poster dei kiss e di alice cooper rimasi folgorato e impaurito!! Non è nulla di nuovo certo!
Ma è quello che sento fare..e lo faccio!punto!
Una scelta che ha il sapore del tatuaggio, un marchio che  mi sono cucito addosso!
In effetti vuol dire tanto per mè! !
Il joker è un personaggio unico, pieno di significati, un pazzo scatenato!
Quello sono io!!

E’ USCITO IL TUO PRIMO SINGOLO “ ELECTRO CLOWN” , COSA TI ASPETTI?

Si !!!esatto il 23 gennaio è uscito “electro clown”,il lavoro di promozione sarà lungo e duro!
Si spera sempre il meglio!
Vedremo!.... ho avuto un buon riscontro per ora!
Ma è ancora prestissimo! ..non sono superstizioso!!..ma…meglio non dire nulla!...hahahahahahaahahahah (risate)

QUALI SONO GLI ARTISTI CHE TI ISPIRI MAGGIORMENTE?

ascolto tantissima musica e spazio tantissimo!
Dalla classica al metal! Non posso nascondere il mio passato punk e la mia passione per la musica anni 80, dai Duran Duran a Donatella Rettore!

E’ IN USCITA UN SECONDO SINGOLO? A COSA STAI LAVORANDO ORA?

Ora sono in una fase critica! Stiamo lavorando all’album, quindi sono in una fase creativa!
Sicuramente uscirà un secondo singolo con videoclip!
Le riprese saranno trà Londra  Milano e Modena !

TITOLO DELL’ALBUM?

Non si sà ancora! Ci sono idee!...
 
SIAMO ALL’ULTIMA DOMANDA DELL’INTERVISTA, E CI SEMBRAVA  D’OBBLIGO QUESTA:  PER TE’ IL MIGLIOR JOKER DEL CINEMA E’?

Senza ombra di dubbio batman 1989 di  Tim Burton e parliamo del grande  Jack Nicholson.

TI FACCIO UN’INBOCCA AL LUPO PER IL TUO PROGETTO! CIAO BORZ!

Crepi il lupo, grazie! Ciao ciao!
       

 
 

Intervista ai NH3

Intervista ai NH3 - Radio Alternative Website

Radio Alternative intervista gli NH3










 NH3, Ammoniaka...alla fine siete passati dal nome comune (con una "K" in più) alla formula chimica. Un salto nell'essenza delle cose? Cosa vi ha spinto a questo?
 
Ciao ragazzi! Il passaggio da Ammoniaka ad NH3 è stato un modo per sottolineare un cambiamento sostanziale da parte della band. Nessuna modifica di genere, nessun cambio di Line-up, siamo sempre noi. Quello che è cambiato è l'impatto con cui affrontiamo gli argomenti di cui parliamo. Nel nostro primo album, la spensieratezza era un presenza importante, ci sono canzoni che suoniamo quasi da 9 anni in quell'album. Nel nuovo EROI SENZA VOLTO si sente il passaggio da quel tipo di sensazioni all'indignazione, la rabbia e la voglia di resistere che si è creata in noi, semplicemente vivendo.L'entusiasmo è lo stesso come argomenti di spessore sociale erano presenti nel primo cd. Liriche e musica sono andate di pari passo sperimentando anche qualcosa.
Una serie di fattori, non studiati, ma che sono accaduti naturalmente hanno portato al passaggio da Ammoniaka ad NH3.
 
 Cambio di nome a parte, siete al secondo album. Un traguardo che non è da tutti, soprattutto in un periodo in cui in Italia è difficilissimo portare avanti progetti del genere ed in generale produrre arte e cultura.
 
Pensiamo fortemente che il coltivare una passione, qualsiasi passione, sia il primo modo di resistere alle pressioni di una condizione instabile. Per quanto ci riguarda, parlando di musica, cerchiamo il confronto, ci troviamo a dire "ok, ragazzi...noi la vediamo così e voi?", ci troviamo a denunciare cose di cui non si parla. La musica così come le altre forme d'arte e la cultura in generale, sono il nostro modo per pensare ed esprimere quello che sentiamo. Proprio per il fatto che, chi ci comanda, sa perfettamente che la cultura in tutti i suoi aspetti è la madre della libertà, dei liberi pensieri e della massima espressione di denuncia, tende a metterle il bavaglio, tagliando fondi, nascondendo cose, mettendo ogni tipo di ostacolo sul nostro cammino. La passione dunque è la cosa che più di ogni altra ci ha portato alla realizzazione di questo nuovo album. Non vogliamo essere imbavagliati, non vogliamo smettere di dire cose che proviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Vogliamo continuare a pensare con la nostra testa. Sacrifici e passione.
Per questo la musica indipendente va supportata, perché parla di giustizia libertà di cose estremamente vere e di persone affogate nella mediocrità nell'ignoranza e nella superficialità del momento attuale.
 
 Ad ogni modo, confrontando "Eroi senza volto " al precedente "30 agosto 2002" si nota un notevole cambio dei toni, sia nelle liriche che nella musica. Siete più arrabbiati? Cosa vi ha spinto ad ottenere un sound più duro?
 
Siamo letteralmente incazzati! Nessuno di noi ha pensato a tavolino di "cambiare".
Ci siamo ritrovati nel nostro stanzino a scrivere i nuovi brani e ci siamo letteralmente lasciati andare. Non abbiamo deciso di parlare di questo piuttosto di quello...Avevamo il bisogno di parlare di alcune cose. Il nostro stile è sempre stato questo: parlare di cose che conosciamo, di cose che viviamo ogni giorno. Quando ti scontri con ignoranza, superficialità e mancanza di valori hai voglia di urlare e hai voglia di tornare a sorridere. Ecco “Eroi senza volto”: un album più duro perché la voglia di resistere è tanta. Ogni nostra canzone nasce quasi da un dibattito fra noi della band, che prima di essere una band è l'insieme di 7 amici che si confidano e si aiutano.
 
 Chi sono gli "Eroi senza volto"?
 
Gli eroi senza volto sono le persone che ogni giorno lottano veramente con la vita. Coloro che alle 6 di mattina vanno al lavoro e lo fanno per la loro famiglia. Sono coloro che portano avanti il nostro paese, sono le persone oneste e con la voglia di fare. L'eroe senza volto è il ragazzo, l'operaio, lo studente, il medico, la madre a cui non interessa nulla di copertine patinate, che ha voglia di urlare ma non può farlo perché non fa scalpore.
Chi vive per degli ideali, chi muore (o viene ucciso?) in carcere chi ha voglia di resistere, chi non nega un sorriso andando in guerra piuttosto che con le bombe con le medicine.
Sono le persone più semplici del mondo di cui nessuno parla. é terribile come si sia arrivati ad una società che di queste persone non parla mai. Veri eroi...che una mattina si svegliano sorridono alla famiglia, salgono su un'impalcatura e a casa la sera non tornano. Nessuno racconta di loro.
 
 Sembrate molto riconoscenti alle vostre radici musicali e ne avete anche parlato in brano. Quanto di quelle radici c'è ancora negli NH3?
 
Lo siamo senza dubbio: siamo riconoscenti alle origini di quello che suoniamo semplicemente per il fatto che fin da piccoli siamo stati rapiti da tutta la cultura punk/ska/reggae ecc... la nostra curiosità e, una sorta di coerenza che abbiamo sempre avuto, ci hanno spinto da sempre ad informarci su quello che stavamo suonando.
E lo abbiamo fatto tramite il web, tramite libri, articoli e andando ai concerti, facendocelo spiegare da chi ne sapeva più di noi e ne sa più di noi comprendendo cosa c'era dietro tutto questo. Un mondo fantastico, difficile ma libero che ha condizionato la nostra vita.
…Ogni volta che ascoltiamo “Redemption song” di Bob Marley nella versione di Joe Strummer è facile vederci con gli occhi lucidi e con il sorriso di chi sa cosa c'e' dietro. Ci sono band che hanno fatto storia e che suonano da 30 anni portando avanti questo tipo di attitudine, che alla fine di ogni concerto si ferma coi propri fans a parlare per far si che il tutto continui che sia un continuo cambio generazionale sincero. Di band così ce ne sono ed è una figata. Noi abbiamo trovato nello ska/core la nostra giusta dimensione che si mescola con il reggae, l'hardcore ed il punk.
Sapere cosa stiamo suonando e avere rispetto e memoria di tutto questo è una cosa che facciamo ogni giorno.
 
 Per il secondo disco, sempre con la One Step Records. Squadra che vince non si cambia? Com'è il mondo delle indies?
 
Per noi sarebbe un po’ come cambiare famiglia! “EROI SENZA VOLTO” è un progetto partito con l'idea di fare un secondo album di cui non conoscevamo esattamente le potenzialità. Lo abbiamo fatto ascoltare e loro hanno creduto di nuovo in noi, ci hanno consigliato delle cose, noi li abbiamo ascoltati ed eccoci qua.
Credono e sentono fortemente  quello che fanno; questa cosa ci ha colpito e non abbiamo esitato. Ci siamo fidati di loro per alcune dritte che poi sono diventate cambiamenti radicali che hanno portato a decidere di diventare NH3 piuttosto che Ammoniaka. Anzi ne approfittiamo per ringraziarli. Con loro la cosa più significativa è il dialogo e il confronto aperto e sincero, il dialogo da stimoli da sicurezza e da energia.
Il mondo delle indies...sottovalutato, senz'altro. Lo sbattimento che c'è dietro è incredibile e ammirevole. Ci sono persone che hanno ancora la voglia di proporre musica in cui credere, che va a scovare le band in cantina. La cosa forse controproducente è che in questo mondo è facile pensare che tutti possano mettere su un'etichetta discografica, mettersi a fare produzioni o a lavorare nell'alternativo perchè c'e' più libertà. Non è così. C'è bisogno e ci sono persone di una professionalità, umanità e passione infinita che ti danno la possibilità di maggiore visibilità. E poi la band comunque ci deve mettere il giusto atteggiamento.
 
 Avete mai pensato di esplorare il mondo musicale oltre i confini italiani?
 
Sarebbe un'esperienza veramente fantastica. Ci stiamo lavorando e vedremo se riusciremo in qualche modo ad oltrepassare i confini del nostro paese, sempre più chiuso e grigio! Ragazzi andiamo ai concerti!!! Anche a quelli più piccoli di band sconosciute!!! Andiamo a scovare i gruppi, abbiamo dei mezzi fantastici per farlo! L'Italia è molto indietro da questo punto di vista.
Sappiamo che all'estero le cose funzionano molto diversamente, cercheremo di arrivare al confronto anche con queste realtà! Insieme alla MAKE A DREAM, la nostra agenzia di booking, stiamo valutando alcune opzioni.
 
 
 Viste le premesse di cui abbiamo parlato anche prima, perché continuare a suonare ed a produrre musica in Italia?
 
Perché...quanto è bella la musica? Non solo il suonare...incontrare gente, fare amicizie sapere come funziona il dietro le quinte sapere che magari a 1000 km da te c'e' qualcuno che ti segue, sapere che ci sono band che navigano nella merda esattamente come te. Lo si fa perché dai un qualcosa di tuo agli altri e gli altri magari ne avevano bisogno.
Bisonga continuare anche perché la musica ci rende uguali abbatte le frontiere è bello, perché in Italia con la musica possiamo cercare di esprimerci e dire la nostra. Per noi NH3 non c'è scelta, siamo troppo legati alla musica, posso sinceramente dirti che è vita vera e propria. Farlo nel nostro paese significa in un certo senso cercare di migliorarlo, di star qua resistere e prendere i nostri spazi unirci e insieme ad altre band cercare di creare un movimento che ragiona ancora con la propria testa.
 
 Grazie ragazzi per la chiacchierata, volete darci qualche informazione in più a proposito dell'album?
 
Ringraziamo Radio Alternative non solo per lo spazio concessoci, fondamentale per band come la nostra, ma anche per la partnership nata. Gente che crede in quello che fai da la spinta per continuare a farla.
L'album è disponibile ai nostri live, nei negozi di dischi (Prodotto da ONE STEP RECORDS e distribuito da VENUS).

Potete trovarlo anche sulle piattaforme digitali quali I-Tunes, Emusic, Napster ecc.
In "EROI SENZA VOLTO" Come nel primo album ci sono delle belle collaborazioni: abbiamo avuto il piacere di ospitare Olly (ex Shandon e Madbones ora ai THE FIRE), i ragazzi delle Cattive Abitudini e degli Omini Verdi.
Insieme all'album è uscito anche il nostro primo videclip, “Eroi senza volto” (prodotto dalla Kumo Video Lab di Pesaro).

Tutto questo lo potete trovare tranquillamente sui nostri canali web.
  www.nh3.it
  www.youtube.com/nh3skacore
  su facebook digitate NH3 SKACORE quelli la siamo noi!
 
ENTUSIASMO E...RESISTERE!

 
 

Intervista ai LIVING DEAD LIGHTS

Intervista ai LIVING DEAD LIGHTS - Radio Alternative Website

Radio Alternative intervista  Alan Damien chitarrista dei LIVING DEAD LIGHTS









- Tell us the story of LDL, the way you met and how the band is born?

This band came together due to social circumstances. Taka and myself had been good friends in the past and spent quite a bit of time songwriting here and there.
Basically we were both in a position of our life where we wanted to do something exciting, raw and alive, something we weren't able to do in the past.
We were in other bands before we did this group and we weren't happy at all.

Some of it was creatively and some personally with other people we were playing with. We were also trying to clean up our own lives too..We were both partying wayyyy to hard before we did this group and knew we had to get out of the lifestyle if we had a chance to make it. Ironically we were both going thru this at the same time and didnt know the other person was too. We always had a great songwriting history together and as friends. So Taka called me one day and we decided quit our respected other bands and do LDL. Martin and Nick came along shortly after as Taka had knew them from the scene and partying together. The energy was just right..looking back I don't think we could have made it with any combination of other guys..there's always been a good chemistry as people and a mutual respect towards what we're trying to do.

 

- Can you explain the name of the band and the origin of it?

it's a combination of the "nightmare of the Living Dead" and the expression "I'll knock the Living Day Lights outta ya".
We've been told the name is a good fit for our image and personalities haha 
 

- What are the bands that inspired you most and influenced you and your band?

We like a lot of old skool bands...like Guns N Roses. Aerosmith, Motley Crue, The Beatles, Skid Row, Motorhead, SexPistols, The Dead Boys, Johnny Cash.
Jimi Hendrix to bands like Marilyn Manson, Smashing Pumpkins.
It's got to have attitude, good energy, and lyrics that have something to say. We like "real bands" not this fake over produced bullshit the record companies try to make you listen to. We like shit with heart and soul put into it!

 

- Tell us the way you write your songs and which one in your record has a particular meaning or importance for you?

We write the songs based on real life situations whether it was our own personal experience or it was related to someone who was close to us. The words are definitely dark but but there's always deep rooted messages behind what were trying to say.

Our Song "What Do You Do?" definitely hits home to us it's about a good friend who partied just a little bit too hard and didn't quite make it. But basically its about people who get caught up living in the hard life (drugs, alcohol) and can't seem to find their way out. This song song is supposed to inspire hope for them or maybe to people close to them that care about them. We don't have all the answers but maybe we can get people to look at life in a different way or a chance to appreciate everything they already have before they fuck it all up. 
 

- What are your upcoming projects?

Well we are releasing our debut music video for "To All The Youth..."
starting April 4th worldwide. It'll be featured on www.RollingStoneMagazine.it and on our you-tube page www.youtube.com/LivingDeadLights.

We have a song coming out on the video game "RockBand3" really soon. we are getting ready for our 1st European tour in late spring/early summer.
And lastly we've been writing alot and plan to start recording a new record sometime this fall.