Radio Alternative intervista
Ale "Il Duca" cantante e fondatore dei RedSka
E così sono passati oltre dieci anni e ci ritroviamo i RedSka con tre album (e due nuove edizioni del primo disco), uno split e migliaia di chilometri macinati per l’Europa. Ne vogliamo parlare?
Si, sembra impossibile ma sono “già” passati 10 anni, da quando eravamo tutti giovanissimi, con tanta voglia di “fare” in quel garage…
Oggi, siamo cresciuti assieme a tutti i problemi della società in cui viviamo, anche perchè siamo adulti, c’è chi ha anche un figlio...
Ma ciò che ancora mantiene “giovani” i RedSka è la musica, i tanti concerti, i tanti chilometri macinati in tutta Europa. Tutto questo è servito a comprendere molte cose, a far maturare la band, sia a livello musicale che psicologico e personale.
Abbiamo sfornato tre album in undici anni, ma l’ultimo lavoro “LA RIVOLTA” è quello che sicuramente ci rappresenta di più. E’ il risultato di tutte ciò che abbiamo vissuto con il cuore e con tenacia in questi anni.
“LA RIVOLTA” è il vostro nuovo album. Abbiamo avuto modo di ascoltarlo in anteprima ma vogliamo descrivere insieme con 3 aggettivi il vostro nuovo lavoro ai visitatori del nostro sito?
Potente. Reale. Impegnato.
“LA RIVOLTA” è anche title-track dell’album. Prende spunto dai fatti di Brescia della famosa gru, ma in fondo è un vero proprio inno dedicato a tutte le rivolte o meglio alle rivoluzioni, che poi sono l’obiettivo delle rivolte.
Il primo singolo si chiama appunto “La Rivolta”, la cui anteprima su You Tube sta andando davvero bene a livello di ascolti/visualizzazioni, contando che siamo un gruppo indipendente, antifascista ed esclusivamente impegnato sul sociale: siamo gli “anti-hit radio”!
La rivolta prende spunto dalle vicende dei ragazzi saliti sulla gru a Brescia per far valere i loro diritti, in quanto sfruttati da leggi italiane che umiliano ancora nel 2012 i diritti umani, con, ad esempio, i “falsi” permessi di soggiorno ma anche con lo stesso sfruttamento sul lavoro.
E comunque “La Rivolta” è un grido, un allarme per tutta la classe politica, un urlo che viene dal basso dai lavoratori precari, dai migranti, dagli studenti, dai centri sociali che ogni giorno si sentono presi per il culo e sfruttati da un sistema malato e capitalista. Ecco “La Rivolta”!
Entrando un po’ più nello specifico dei contenuti musicali, non si può proprio dire che siete un gruppo ska-punk “classico”: troviamo tantissime contaminazioni, molte suggestioni…
Non siamo mai stati un gruppo ska-punk “classico” perchè ogni componente dei RedSka ha radici musicali completamente diverse. Questo, probabilmente, è il segreto del nostro “genere” che comunque appartiene alla linea musicale ska e punk ma che ha anche forti influenze reggae, dub, hardcore, 2/tone, rocksteady, raggamuffin…
Sono tutti generi (e questa è una cosa importantissima) che noi amiamo e ben conosciamo; per questo possiamo tranquillamente dire che la gente ai nostri concerti non si annoia, anzi…provare per credere!
I testi del disco (oltre che la copertina) non lasciano spazi ad ambiguità o ad equivoci: antifascismo, antirazzismo sono solo delle due componenti, ma c’è molto di più ne “La Rivolta”.
Sappiamo bene da che parte stare: prendiamo sul serio il nostro essere antifascisti, antirazzisti e contro il sistema del capitalismo.
Possiamo dire con tutto il cuore che è bello stare con la tua gente, quella che ti supporta ai concerti, quella che non ti dimentica, quella che quando c’è ti fa sentire sicuro. E’ gente che, come noi, ha voglia che le cose cambino e si sbatte senza aspettare che sia qualcun altro a farlo per loro.
Noi, nel nostro piccolo, oltre a farlo nel quotidiano, proviamo a cambiare o a stimolare un cambiamento con la nostra musica, nei live e nei cd. Già nel primo disco (“MSSNC”) c’era un’impronta ribelle, una traccia di quello che sarebbero diventati i RedSka oggi. E “La Rivolta” è il risultato ottenuto in questi 11 anni.
14 tracce e 4 collaborazioni con THE OFFENDERS, ARPIONI, NO RELAX e RUDE (cantante de LA MAQUINA). Come sono nate?
Prima di tutto, posso dire che si tratta di gente “vera”, gente che non ha bisogno di stare nelle prime pagine dei giornali di musica per essere importanti (anche se comunque capita e ne hanno tutto il diritto).
Non è insolito vedere collaborazioni nei nostri dischi: l’abbiamo già fatto nei primi due, ma con questi artisti è stato veramente tutto azzeccato.
Con gli Offenders, oltre ad avere un bellissimo rapporto di amicizia, siamo stati anche compagni di uno splendido split-album/tour con “Rude League” in Germania, che ha avuto un riscontro e successo incredibile…come non avremmo potuto fare collaborare Valerio in Hooligan RudeBoys?|??
Mentre, per quanto riguarda gli Arpioni, No Relax e Rude, loro sono amici conosciuti in qualche modo tra concerti e varie situazioni e con i quali abbiamo comunque instaurato un legame, anche dovuto ai nostri ascolti.
Alla fine, basta ascoltare le canzoni in cui hanno cantato e viene spontaneo dire che erano proprio perfette per una loro partecipazione.
Da tempo ormai avete varcato le Alpi suonando in gran parte dell’Europa, tanto da giustificare anche l’uscita di tutti i vostri dischi non solo in Italia, ma anche in Germania e Spagna. Com’è vivere l’esperienza europea, sia dal punto live che dal punto di vista discografico?
Varcare le Alpi per andare a suonare in gran parte dell’Europa non è assolutamente facile: devi prima di tutto essere “credibile”, essere “vero”, sposare il concetto del “farsi il culo ma ne vale la pena”, concetto che in Italia non esiste... anzi in Italia più ti fai il culo e più te ne devi fare! Quasi a dire che non si è (quasi) mai profeti in patria.
Dal punto di vista live, è tutto straordinario: la gente segue i concerti, segue la band, fin dall’apertura delle porte, dalla prima all’ultima nota. Che sia un concerto infrasettimanale o nel week end c’è sempre una grande possibilità di fare il sold-out. C’è una fame di concerti, una curiosità musicale incredibile.
Inutile dire che il tutto è rapportato anche alle vendite dei cd; infatti i RedSka vendono più all’estero che in Italia.
Però, non vogliamo fare i “brontoloni” e lamentarci sempre dell’Italia: a noi piace tantissimo suonare nello stivale. Anzi, per quanto sia decadente la cultura musicale nel nostro paese in questo momento, siamo felici di essere supportati da gente che fa della musica e del suo impegno sociale uno stile di vita e organizza concerti.
I centri sociali, i rock club, le manifestazioni antifasciste, le radio alternative, i compagni e le compagne: tutta gente che noi amiamo. Se in Italia o all’estero ci siamo ancora è grazie a loro.
Ormai sono passati anche i tempi in cui si faceva tutto da soli. Immaginiamo che la gente che lavori attorno al progetto RedSka sia parecchia e creda molto nella band.
E’ importante chi lavora dietro al progetto RedSka e anche se non compare sul palco, ha un ruolo fondamentale: One Step Records, Make a Dream, Mad Butcher, RedStar73, Mutti’s Booking, Venus!
Senza di loro non si suonerebbe così tanto, senza di loro la nostra musica non arriverebbe a tutti. Loro credono in noi e noi crediamo in loro.
E non dobbiamo dimenticarci di realtà come Radio Alternative, Maninalto!, Atomic Studio, Yastaradio.com, Music Club, Know Your Rights e molte altre che ci supportano continuamente…
Come sono i rapporti con gli artisti della scena italiana?
Pensiamo di avere un buon rapporto con gli artisti della scena, ma questa risposta susciterà sicuramente qualche polemica perché ci piace dire la verità ed essere sinceri con la nostra gente.
Infatti, nutriamo grande rispetto per tutti gli artisti che in un modo o nell’altro stanno facendo o hanno fatto il nostro percorso musicale “dalla cantina al palco”.
Band che continuano imperterrite a portare avanti i loro ideali, le loro lotte, con grandi sacrifici per poter calcare qualche palco importante, senza scendere a compromessi, senza vendersi e senza aver paura di mostrarsi per come sono. Proviamo un profondo rispetto per queste band e/o musicisti, perché come noi sanno cosa vuol dire farsi sentire in un paese dove l’ignoranza musicale ricade sempre nei soliti rintocchi commerciali! La solita merda di musica che dice sempre le stesse cose, che parla solo di “ammmore” e di banalità!
Mentre ci sono gruppi che, dopo essere letteralmente spariti per coltivare progetti solisti, sono stati quasi costretti a tornare sulla vecchia strada per poter tornare a suonare con tanta gente davanti, su palchi importanti e iniziare a ricontare qualche soldo. Il problema è che non siamo tanto sicuri che essi si riconoscano ancora nel genere originario o in queste situazioni…ecco, per questi artisti di rispetto ne abbiamo meno, perché non capiamo le vere motivazioni di queste operazioni che puzzano un po’ troppo di operazione commerciale.
Del resto non si può sempre vivere sulle glorie del passato.
Detto questo a noi piace pensare che chi non è “vero”, nell’ambito della nostra scena, prima o poi venga “beccato” da chi, con orecchio intelligente e critico, è in grado di capire se quello che ascolta “è vero”, se chi lo sta suonando lo sta facendo con il cuore o per soldi o per moda. Purtroppo di questi gruppi ce ne sono una marea, ma bisogna lasciare maturare il frutto perchè diventi marcio e qualcuno si accorga di quanto puzza...
Grazie per la chiacchierata, volete indicarci dove è possibile trovare il vostro nuovo album “LA RIVOLTA”?
Intanto grazie a voi per il prezioso supporto.
LA RIVOLTA è già disponibile in formato digitale su iTunes ed altri store digitali. In Italia arriverà in supporto fisico il 15 febbraio nei migliori negozi di dischi (oltre che durante i nostri concerti), mentre in Germania e Spagna è già disponibile e ordinabile anche dall’Italia.
Ci si vede sopra o sotto un palco!