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Recensione LACUNA COIL “Dark adrenaline”

Recensione LACUNA COIL “Dark adrenaline” - Radio Alternative Website

LACUNA COIL
“Dark adrenaline”
(CENTURY MEDIA/EMI)

Anticipato dal singolo “Trip the darkness”, il sesto album dei Lacuna Coil sembra, ad un primo ascolto, caratterizzato da un ritorno a quelle sonorità gothic metal che avevano accompagnato l’esordio e il percorso del combo milanese; almeno fino al penultimo “Shallow life” che lo proiettava invece verso una dimensione più “pop” (virgolette d’obbligo) anche se non meno accattivante.


È un’impressione che dura poco perché “Dark adrenaline” appare invece come un riuscito compromesso tra le sonorità dei primi dischi e le aperture “più americane” del precedente lavoro.
Il titolo, poi, racchiude perfettamente l’essenza di queste nuove canzoni, oscure ma decisamente energiche, in cui il forte impatto sonoro ben si amalgama con la melodia di base che da sempre contraddistingue la musica del gruppo.

Va sottolineata infine l’eccellente produzione, ancora una volta affidata a Don Gilmore (Linkin Park, Avril Lavigne, Good Charlotte), che regala ai Lacuna Coil un suono enorme dal quale emergono prepotentemente le voci di Cristina Scabbia e Andrea Ferro.
Non vanno infine dimenticati gli ottimi arrangiamenti e i ritornelli efficaci che “acchiappano” subito, come nel caso della già citata “Trip the darkness” o ancora delle varie “Intoxicated”, “End of time” (potenziale singolo) e “Upsidedown” (dai richiami nu metal).
Riuscita pure la cover di “Losing my religion” dei R.E.M., anche se potevamo veramente farne a meno visto che in “Dark adrenaline” le canzoni valide non mancano di certo.
Un piccolo appunto che non va però a intaccare le qualità di questo nuovo album dei Lacuna Coil, probabilmente il loro lavoro più completo.
E per questo decisamente riuscito.
Recensione a cura di Daniel C. Marcoccia



Recensione BETTY POISON “Beauty is over”

Recensione BETTY POISON “Beauty is over” - Radio Alternative Website

BETTY POISON
“Beauty is over”
(FASTERMASTER/AUDIOGLOBE)


Secondo album per i Betty Poison, ennesimo esempio di gruppo italiano dal grosso potenziale e capace di ritagliarsi un certo seguito anche all’estero ma quasi snobbato in patria.
D’altronde, da queste parti siamo spesso più attenti ad alcuni gruppi finto-intellettuali e noiosamente trendy che non a progetti validi e genuinamente rock come questo.


Guidati dalla carismatica Lucia Rehab, i Betty Poison realizzano con “Beauty is over” l’atteso salto di qualità che permette alla personalità del trio di emergere definitivamente, mettendo tra l’altro un po’ in secondo piano le influenze di Courtney Love (della quale hanno comunque aperto le date italiane).
Le nuove tracce sono un vero e proprio tripudio di elettricità ed energia, di sonorità abrasive e ruvide ma pur sempre attente alla melodia.
E poi c’è lei, Miss Rehab che regala rabbia, malinconia e pathos ai brani decisamente accattivanti di questo secondo lavoro.
Tra questi, sicuramente “Seventeen”, “What about you”, “Set it on fire” e il piccolo manifesto “I’m still a slut”.
Recensione a cura di
Daniel C. Marcoccia